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venerdì 16 novembre 2012

Quando la creatività dell'uomo passa anche dalle auto – auto curiose e assurde


Le auto più strane e curiose al mondo.

Ormai non ci facciamo quasi più caso a quello che si vede in giro o dove può arrivare l'uomo moderno attraverso la propria fantasia, una grande creatività e magari un proprio piacevole Hobby capace di togliergli anche il sonno per un progetto migliore. Poi se tutti questi ingredienti li frulliamo insieme ad una delle più importanti passioni che l'uomo ha (insieme ai soldi e alle donne bellissime ovviamente), ossia quel meraviglioso mondo delle auto il risultato è sicuramente qualcosa che si avvicina ai lavori che realizzano alcune persone e che vediamo in questo spazio. Sotto vediamo una simpatica e coccolosa auto-coniglietto mentre a lato un auto a forma di chitarre.




Le immagini che vedete in questo articolo sono soltanto alcune dei numerosi esempi di “auto curiose” e strambe che si possono incrociare sulle strade di mezzo mondo e che sicuramente non riescono a passare inosservate, anche perché sono state costruite proprio per essere ammirate e per stupire la gente. Sono tutte degli esemplari di auto davvero divertenti e fantasiose per tutti i gusti e spaziano su vari temi o generi. Sono create con un progetto e un duro lavoro e a volte sono associati al carattere dei loro autori. Io personalmente non so quale sia il motivo principale che li spinge a fare questi lavori, forse semplicemente quello di apparire e di possedere un qualcosa di unico che possa far parlare di loro, quindi un motivo legato al cambiamento che stiamo vivendo ormai da qualche anno grazie a internet e la globalizzazione. Comunque queste persone hanno tutto il nostro rispetto e la nostra simpatia, in quanto sono molto bravi e creativi, usano il giusto umorismo e inoltre sono dotati di una grande pazienza visto che le trasformazioni delle loro auto richiedono sicuramente tempi lunghi e anche denaro. Davvero dei lavori molto originali e stupendi e chissà che qualcuno di loro non darà in futuro qualche spunto utile anche ai grandi costruttori delle “solite” auto tradizionali. Qui a lato l'auto a forma di teschio umano.




Per chi non ne può fare a meno di sentirsi lontano dalla sua barca o dal motoscafo quando viaggia sulle strade ecco a voi l'auto-barca.




Invece per tutti quelli che si sentono un po' selvaggi dentro e amano le avventure nelle fitte foreste equatoriali in mezzo ad animali esotici e pericolosi vediamo la mimetica e strisciante auto-serpente.




E ancora poi possiamo trovare le auto che danno i brividi e fanno paura come quella sopra e quella qui sotto.




Abbiamo anche la famosa auto a mattoni.




O l'auto realizzata pensate con un rivestimento fatto da migliaia di automobiline giocattolo.

Un ringraziamento per alcuni spunti e immagini avuti va ai siti:

automopedia.org, persbaglio.ilcannocchiale.it, mightylists.blogspot.it, www.immenso.org

giovedì 7 giugno 2012

Il sogno di volare dell'uomo con ogni mezzo tra storia e strani velivoli del futuro


Il sogno di Leonardo da Vinci di volare nel Rinascimento.

Dalla nostra meravigliosa storia italiana abbiamo imparato anche che uno dei primi uomini, che iniziò a sognare e poi anche concretamente a cercare di realizzare il grande sogno degli uomini di poter volare liberi nel cielo, magari imitando quel bel movimento naturale del volo degli uccelli è stato il grande genio toscano Leonardo da Vinci (a lato vediamo un suo schizzo). Dai preziosi suoi manoscritti e disegni ritrovati e dagli esperimenti che fece dopo aver studiato il volo di alcuni insetti come le libellule e gli uccelli capiamo quanto Leonardo fosse avanti nel tempo e proiettato con le sue teorie e le sue idee nel futuro. Esperimenti di volo di cui alcuni davvero pericolosi e con esiti negativi, specie per chi faceva da “cavia” ad essi purtroppo anche perché in quel periodo, cioè tra la fine del Quattrocento e i primi due decenni del Cinquecento non si conoscevano i moderni e adatti materiali che abbiamo ai nostri giorni. Addirittura Leonardo intuì che l'uomo potesse davvero volare un giorno non lontano dal suo, magari non come un vero uccello con il suo scheletro così leggero e anatomicamente perfetto per il volo che riesce a fare grazie ad un semplice battito di ali. Sono scaturiti dal genio di Leonardo infatti i primissimi disegni e i progetti di antichi elicotteri, di una sorta di deltaplano a vite o di alianti che si fanno trasportare dalle correnti e dai venti.

Sono passati circa cinquecento anni dai tempi del grande maestro toscano che sognava di volare e possiamo dire che ne abbiamo fatta di strada o per meglio dire di “voli”, se pensiamo che siamo anche andati sulla luna. Il grande desiderio dell'uomo di poter volare, si è avverato soprattutto a partire dal Settecento con l'invenzione della mongolfiera e sino ad arrivare all'inizio del Novecento, quando i fratelli americani Wright sul loro rudimentale aereo chiamato “Flyer” si levarono per primi in un breve volo di circa 30 metri, era il 17 Dicembre del 1903 e quella è diventata una data storica per l'umanità e la storia del volo umano. Da qui in poi grazie soprattutto ad importanti rivoluzioni industriali capaci di cambiare la vita degli uomini e proiettarli definitivamente nell'era moderna sembra tutta discesa. E noi oggi nell'era moderna ormai siamo abituati a vedere di tutto nei nostri cieli. Vediamo elicotteri super-moderni, veloci aerei passeggeri e ultra leggeri, deltaplani, parapendii, dirigibili, mongolfiere e tanto altro. E poi vediamo sfrecciare moderni aerei (soprattutto quelli militari) sulle nostre teste, capaci di raggiungere e anche di superare del doppio la velocità del suono, stiamo parlando di velocità pazzesche, cioè circa 1200 chilometri/orari o il doppio di questa.

mercoledì 16 maggio 2012

Il futuristico Sea Lion un mezzo a motore a metà strada tra un motoscafo e una stupenda auto sportiva


Andando come spesso faccio in giro per il web alla ricerca di qualche notizia curiosa legata al mondo dei motori, sono arrivato a leggere questa simpatica e recente notizia, la quale descrive il Sea Lion un progetto di Marc Witt (qui sotto ne vediamo un immagine).



L'americano Marc Witt, uno studioso e un grande appassionato di motori e di moderne tecnologie, dopo un lungo lavoro di ricerca e di sperimentazione durato la bellezza di circa sei anni è riuscito a realizzare un suo particolare (e quasi impossibile) sogno che teneva nel proprio cassetto. In questo caso è proprio vero quel famoso detto che afferma che nulla è impossibile per l'uomo, in quanto l'unico ostacolo per ciò è l'uomo stesso. Infatti a questo suo grande sogno divenuto ormai realtà, il geniale Witt ha messo anche un nome, questi è Sea Lion ovvero tradotto nella nostra lingua Leone marino. A prima vista sembra che si tratti di una “normale” ma sempre bellissima auto sportiva o, come viene denominata nei tempi moderni una supercar, cioè di quelle auto per fare un esempio come le nostre mitiche “Ferrari”, che noi (o almeno io sicuramente visto che purtroppo sono un misero “senza lavoro”, GRAZIE crisi!) desideriamo e sogniamo ardentemente. Questa auto di Witt come dicevo prima ad una semplice occhiata sembra proprio una normalissima auto sportiva, costruita con dei materiali in alluminio lavorato, che su strada riesce facilmente a superare i 240 Km/orari grazie a un particolare motore del tipo rotativo fornito dalla Celebre casa automobilistica Mazda. La notizia curiosa che ci fa rimanere letteralmente a bocca spalancata è il fatto che il Leone marino in pochi minuti, riesce a trasformarsi attraverso dei congegni automatici e dei meccanismi motorizzati in un vero e veloce motoscafo, capace di navigare benissimo in acqua e raggiungere la considerevole velocità massima di più di 100 KM/ orari. Questo straordinario mezzo anfibio, per metà auto e per metà motoscafo è stato progettato oltre che per una grande passione verso le tecnologie moderne e i motori del suo inventore anche per cercare di battere un record di velocità massima sull'acqua ottenuto con degli “strani e curiosi prototipi”. Ricordo che il record attuale è di circa 96 KM/orari ed è stato ottenuto nel 2010 dal mezzo anfibio “Water Car Python”.
Come vediamo qui e insieme a tantissimi altri importanti esempi di prototipi e mezzi quasi "assurdi" capiamo quanto il genio, la ricerca e la voglia di arrivare e di confrontarsi, possa portare avanti gli uomini e i loro sogni in modo positivo verso quel bellissimo traguardo che è il vivere meglio. Per questo voglio fare i complimenti di vero cuore a tutti questi talenti di uomini, a tutti questi geni, che spesso vengono scambiati e presi per dei pazzi dalle persone vicine, magari per il loro modo di affrontare e vivere la vita e, che invece sono un bellissimo esempio di lavoro, di grande passione e di intelligenza umana.

Infine voglio aggiungere il seguito della notizia per tutte quelle persone agiate, che sono veramente appassionati di tecnologia, di motori e di strani e alternativi mezzi di navigazione. Queste persone che sono sempre alla ricerca di oggetti particolari e diversi dalle semplici e “normali” barchette, motoscafi o enormi Yacht che spesso sono usati per trascorrere un “poco meglio” le proprie Estati, sappino che il Sea Lion di Witt ha un valore di circa 230 mila euro (non molto aggiungo io se consideriamo quello che può fare) e sembra che verrà messo in vendita durante un asta americana in California, ad un prezzo base iniziale pari al suo valore.

Cliccando su questo link che vedete sotto potrete andare a vedere il video su You Tube! Che descrive il Project Sea Lion di Marc Witt con una dimostrazione delle meraviglie motoristiche e meccaniche di questo simpatico mezzo anfibio.


Agli appassionati a cui piacciono tanto le notizie curiose su questi mezzi ibridi o tecnologicamente “strani”, provate a cercare il termine curiosità inserito in “Qui si parla di” nella colonna a destra di questo stesso blog.

martedì 3 aprile 2012

Arriva dall'Olanda il Pal-V One a metà tra un auto e un elicottero


Ragazzi ormai non ci meravigliamo più di nulla su dove può arrivare la moderna tecnologia unite alle idee dell'uomo. Infatti girando sul web alla ricerca di stranezze varie che avessero un motore e qualche ruota, ho scoperto che dall'Olanda alcuni ingegneri hanno annunciato il primo volo sperimentale di un mezzo “ibrido”, il Pal-V one che sta a metà tra una macchina e un elicottero. Il Girocottero (come qualcuno lo chiama già) sembra che funziona davvero e quando sarà messo in vendita farà la fortuna per i fortunati possessori, che potranno “letteralmente” volare sugli ingorghi e le lunghe file del traffico. É davvero un mezzo simpatico e innovativo, che si può usare come una normale auto, ma quando si vuole attraverso l'uscita delle pale rotanti si può anche volare. Voi che ne dite è arrivata l'era dell'auto volante o no?!

Sotto vedete il video su You Tube! Con alcune immagini di questa futuristica macchina volante in azione.




Trovate altri articoli su i Strani mezzi tecnologici in questo blog cercando "curiosità" nella colonna a lato, mentre se vi va di leggere di altri prototipi di velivoli del futuro leggete l'articolo Il sogno di volare e i mezzi del futuro
Un saluto.

venerdì 28 ottobre 2011

Gli strani motocicli di Colin Furze – curiosità motociclistiche

Quando si parla di motori, ormai non ci si meraviglia più delle stranezze a motore che si possono vedere in giro sfrecciare ovunque.


Tra le tante curiosità che troviamo, voglio farvi vedere gli “strani scooters” con cui va in giro lo stuntman inglese Colin Furze, un simpatico genio della meccanica e delle costruzioni impossibili, che si diletta a costruire motociclette e scooters con caratteristiche da record. Il primo (vedi sopra) è semplicemente si fa per dire, un lunghissimo scooter di appena 46 piedi di lunghezza, cioè circa 14,03 metri. La cosa bella è che funziona davvero, infatti Colin è riuscito a toccare addirittura i 30 chilometri orari su una pista di un aeroporto.
Mi domando solo come farà a posteggiarlo la sera all'interno del suo garage.



Altra trovata divertente di Colin Furze è anche lo scooter “spara fiamme” di cui vedete sopra una immagine. Beh, Voi cosa ne pensate di tutto ciò?

Tra le tante sue curiosità, chissà cosa ci farà trovare la prossima volta il simpatico e geniale Colin?

Un saluto

sabato 4 giugno 2011

Preston Tucker e la sua grande idea di auto moderna e rivoluzionaria

Ai molti appassionati di auto e motori il nome di Preston Tucker fa pensare subito ad un grande uomo, un geniale imprenditore e la sua “auto” da sogno. Un uomo, che ha cercato di fare e dare tanto al mondo dei motori e delle quattro ruote, senza però avere molta fortuna.


Tucker, nacque all'inizio del Novecento (1903), in quel periodo in cui le grandi Nazioni, iniziavano a dare forti impulsi all'industrializzazione e al progresso economico. Egli è stato un grande imprenditore, e amava dedicarsi al designer e a tutto quello che poteva avere un motore e delle ruote. Fu un grande progettista, addirittura lavoro con le sue idee e i suoi progetti, a dei nuovi carri armati, così come anche a degli aerei. Ma per tutti, Preston Tucker è soprattutto conosciuto per una sua grande idea, un suo lampo di genio, un auto moderna e rivoluzionaria per quel periodo, il 1947 circa. È stato girato anche un grande film in America, in onore di Tucker e la sua auto nel 1988, diretto nientemeno che dal famoso regista Francis Ford Coppola, e con un grande attore come Jeff Bridges nei panni di Preston Tucker.

Qualche cenno storico e le moderne soluzioni dell'auto di Tucker.

Per Tucker non fu molto facile mettere in pratica la sua grande idea, il suo sogno di una nuova auto. Ma quando si decise partì convinto con le sue sole forze, iniziando con il progetto dell'auto nel 1947, e poi comprando anche uno stabilimento che era servito a produrre motori per le famose fortezze volanti usate sino a pochi anni prima per bombardare durante la Seconda Guerra Mondiale, che come sappiamo durò fino al 1945. l'imprenditore era molto deciso nella sua idea e voleva riuscire a tutti i costi, senza quasi pensare a spese e costi. Questo di può capire, anche perché fece venire dall'Italia, Secondo Campini, il celebre costruttore e progettista del primo jet nella storia dell'aviazione, conosciuto col nome di Campini – Caproni. Stava per nascere una grande auto, che per Tucker doveva essere il rilancio e la rivoluzione nell'auto, ma che purtroppo non ebbe il meritato successo. Questa auto, venne presentata l'anno dopo la progettazione nel 1948, e dal dopo guerra, non si era vista un auto del genere, troppo avanti diciamo per un pubblico appena uscito da una grande guerra. Le grandi Industrie americane dell'auto, come General Motor, Ford e Chrysler, in quel preciso periodo di tragedia e di “ricostruzione” dagli immensi danni della guerra, avevano come idea fissa, dopo accordi vari, il voler rifilare al mercato delle auto, i modelli che erano “figli” di loro vecchi progetti, che magari però, erano risalenti addirittura agli anni Trenta, senza così fare troppa fatica a progettare auto nuove. La Tucker, invece si presentava con soluzioni nuovissime e rivoluzionarie, come il telaio perimetrale di protezione, il roll-bar integrato insieme alla scocca, la scatola guida dietro l'asse anteriore, nella plancia, si inseriva un rivestimento morbido e aveva anche le sospensioni indipendenti. Per quanto riguarda diciamo la sicurezza, quest'auto presentava alcune novità come, il piantone dello sterzo che collassava in caso di forte urto, in modo da non rischiare di rompere il torace del guidatore e una specie di cintura di sicurezza. Insomma, questa auto, fortemente voluta da Preston Tucker, e firmata dal designer Alex Tremulis, conteneva davvero tante piccole rivoluzioni al suo interno, era un oggetto del futuro per tutto il pubblico interessato. La caratteristica che subito veniva notata nella Tucker era sicuramente “l'occhio del Ciclope”, ossia un terzo fanale anteriore, messo in posizione centrale e che poteva essere orientato dal guidatore. Quest'auto era molto “ingombrante”, aveva infatti come dimensioni 5,56 metri di lunghezza e più di 2 metri di larghezza, e pesava circa 1900 chilogrammi. Il motore era un sei cilindri contrapposti, con 150 cavalli, ma sembra che non riusci mai ad erogarne più di 88 di cavalli.

La fine di un auto da sogno e della Azienda dell'imprenditore Tucker.

Purtroppo però il sogno (e l'auto) di Tucker, forte di tutte queste belle soluzioni tecniche e futuristica, non riuscì mai a decollare veramente. Sembra che le cause furono soprattutto l'ostracismo del resto del mondo industriale, che faceva propaganda negativa, specie con gli altri grandi marchi di auto avversari (molto conosciuti al pubblico e quindi sinceri a loro dire), che non avevano intenzione a lanciarsi in una folle rincorsa alla Tucker, ma anche il progetto in se stesso, forse troppo ambizioso e quasi eccessivo per quel “preciso” momento storico, oltre che una gestione imprenditoriale non perfetta in tutti i sensi. In quel momento, la gente uscita da una guerra, voleva soltanto un poco di serenità, di pace, e quindi voleva cose semplici, utili e soprattutto molto pratiche per ricominciare. Buttarsi in un finanziamento lungo, per comprare un auto nuova, grande, di cui non capivano magari tutte quelle soluzioni tecniche così moderne, era davvero pauroso.

Per tutto questo, dalla catena di montaggio della Tucker, uscirono prima del grande fallimento Aziendale, solo circa 36 vetture, non era questo che aveva sognato l'imprenditore Tucker. Altre 15 furono terminate in seguito, per un totale di 51 vetture. Devo dire subito, che per questo motivo, i pochissimi fortunati possessori di una Tucker, hanno una piccola fortuna in garage, visto che l'auto vale oggi come oggi se messa all'asta, più di un milione di Dollari americani.

Beh... forse difficilmente è capitato che una grande idea, un grande progetto di auto, possa avere tanta sfortuna, Tucker è un simbolo per questo. Ma queste cose esistono e devono essere raccontate in modo che tanti altri, possano trarre dei consigli e farne esperienza positiva.

L'uomo, il grande sognatore, l'imprenditore Tucker, morirà non molti anni dopo questo grande fallimento, nel 1956.

sabato 28 maggio 2011

Curiosità e Qualifiche del G.P. Di Montecarlo di Formula Uno 2011

Qualifiche di Sabato 28 Maggio 2011 di F.1 sulla pista di Montecarlo (Francia), per la sesta tappa del Mondiale 2011.

Alcune curiosità sul circuito cittadino di Montecarlo.

Beh cosa si può dire del Gran premio di Montecarlo di Formula Uno, da modesto appassionato? Semplicemente che è la gara delle gare, il sogno di ogni pilota e anche di noi appassionati e semplici tifosi. Infatti, per la maggior parte dei piloti, una vittoria a Montecarlo, ha il significato simbolico, di essere entrato nella leggenda della F.1, quasi come se fosse stato vinto l'intero Campionato Mondiale, pensate un pò. In questo circuito, è davvero fondamentale per i piloti, partire in prima posizione. Le statistiche storiche, indicano una alta percentuale di vittorie, da parte di chi parte proprio in prima posizione. Questo avviene, soprattutto per la grande difficoltà a fare dei sorpassi, infatti la pista è molto tortuosa e ricca di curve strette e tornanti in cui i piloti devono incrociare le mani sullo sterzo. Le monoposto, in alcuni punti, sfiorano le barriere di protezione ad alte velocità, e soltanto un ottimo assetto gara, oltre ad una grande concentrazione, riesce a non farti fare incidenti. Sulla pista si possono trovare anche alcuni tombini, che dopo alcuni incidenti avvenuti in passato, vengono ermeticamente sigillati prima delle gare. Ricordiamo che questo è un circuito cittadino, e che dopo la gara, viene riconsegnato al normale traffico. Pensiamo che per la gara di Formula Uno, i bravissimi commissari di pista francesi, insieme a tecnici ed esperti di protezione, montano circa 33 chilometri di guardrail in pista. Mettono distribuite sul percorso, circa 3300 gomme come barriere “morbide”. Installano circa 20.000 chilometri di rete metallica per la protezione, alta in alcuni punti più di tre metri. Tutto questo poi dopo la gara, viene smontato in circa tre settimane. Uomini e tecnici questi francesi, tra i più straordinari e capaci di tutto il circo della F.1.

Le prove per il G.P. di Montecarlo.

Come al solito, lo spettacolo è iniziato già dal Venerdì, durante le prove libere, tra incidenti e ottimi tempi sul giro. Fernando Alonso con la Ferrari, è riuscito a fare il miglior tempo, esaltando il pubblico e i fan delle “Rosse”. Ma si sa che il Venerdì i tempi non contano molto, infatti molti dei Top Team si tengono “nascosti”, e pensano soltanto a provare assetti e modifiche varie per la gara della Domenica. Il pilota italiano Liuzzi con la HRT, ha subito un brutto incidente, senza conseguenze fisiche per lui. Non potrà però partecipare alle qualifiche del Sabato, perché i meccanici devono ricostruire la monoposto dai danni avuti per la gara. Sia Liuzzi che Karthikeyan su HRT sono in dubbio per la gara. I Giudici decideranno se farli partire in ultima posizione.

Alla fine della terza sezione di qualifica del Sabato, ecco i dieci piloti che si sono dati grande battaglia in pista. Li elenco in base ai tempi fatti, e quindi per come partiranno Domenica sulla griglia di partenza. Primo Vettel (Red Bull) con 1'13”556, seguono Button (McLaren), Webber (Red Bull), Alonso (Ferrari), Schumacher (Mercedes), Massa (Ferrari), Hamilton (McLaren), Rosberg (Mercedes), Maldonado (Williams) e in decina posizione Perez (Sauber-Ferrari) entrato nei primi dieci posti per la prima volta. Purtroppo Sergio Perez, negli ultimi minuti della terza sezione di qualifica (mancavano solo poco più di 2 minuti alla fine), è stato protagonista di un bruttissimo incidente all'uscita del “famoso” Tunnel, quando i piloti, sono in fase di frenata dopo essere arrivati ad una velocità di circa 300 chilometri orari e con il sole che ti va in faccia. L'urto della Sauber è stato violento contro le barriere della pista, e c'è stata molta tensione e spavento per tutti gli spettatori, specie quando il pilota viene estratto dall'auto dai soccorritori e messo sull'ambulanza che lo porterà subito in un Ospedale attrezzato. Non si avevano immagini o notizie sulle condizioni fisiche del pilota e non si sapeva se era cosciente, c'era solo un grande movimento di tecnici e soccorritori attorno. Mi riportavano ad immagini passate molto terribili. Dopo finalmente, sono arrivate le buone notizie su Perez. Il pilota era cosciente e stava bene, ha riportato solo un po di dolore alle gambe e alla testa, ma niente di grave. Comunque i medici, lo tengono in osservazione, e quindi non parteciperà alla gara di Domenica 29 Maggio. Un grande peccato per Perez, visto la bella prestazione che stava facendo. Comunque per quanto mi riguarda, è giusto che venga controllato bene fisicamente e che si riposi, dopo questo spettacolare incidente. Auguri Perez per un tuo veloce ritorno alle gare.

E per noi appassionati, domani speriamo di goderci una bellissima gara a Montecarlo con tanto spettacolo, magari vedendo una rossa Ferrari in testa che taglia il traguardo. Forza! Si può fare, Red Bull e Vettel permettendo!...

mercoledì 25 maggio 2011

Alfa Romeo Giulietta QV contro Volkswagen Golf GTI – sfida tra due icone dell'auto

Recentemente ho letto un bellissimo articolo curato da Alessio Viola, che si trovava sulla rivista specializzata di Quattroruote di Marzo 2011, dove si mettevano alla prova due autentiche leggende del meraviglioso mondo delle auto. Soprattutto per quelli come me che, avendo circa una quarantina d'anni sulle spalle, sanno benissimo quanto siano importanti queste due auto, al punto tale che sono diventate mitiche per tutti i possessori e gli appassionati di motori in genere.

La simpatica prova realizzata, riguarda l'Alfa Romeo Giulietta QV e la VW Golf GTI, che sono state provate e testate sulla pista del Varianoring (PV) dalla rivista Quattroruote. Io riporterò qui, soltanto una piccola sintesi di questa prova, con alcuni risultati, che magari, possono interessare tutti i lettori e i “patiti” di questi stupendi marchi.

Queste le auto della prova.

Alfa Romeo Giulietta QV (QV sta per Quadrifoglio verde). Il motore è un 4 cilindri Turbo a benzina, con cilindrata di 1.742 e una potenza di 173 Kw e 235 Cavalli. La trazione è anteriore, e il peso è di 1.529 chilogrammi. Il prezzo dell'auto in prova era di 29.151 euro.

VW Golf DSG GTI. Il motore è un 4 cilindri Turbo benzina, con cilindrata di 1.984 e una potenza di 155 Kw e 210 Cavalli. La trazione è anteriore e il peso è di 1.528 chilogrammi. Il prezzo dell'auto in prova era di 30.701 euro.

Innanzi tutto, la prima cosa importante da dire, è che le due auto, sono molto simili tra loro, perché sono grintose e sportive, e che nelle loro versioni “normali”, sono già belle da guidare e da gustare per tutti i giorni. Certamente, i 25 cavalli in più della Giulietta rispetto alla Golf, danno un piccolo aiuto in pista, ma per il resto, le auto sono molto equilibrate, pensate che il peso delle due auto, differisce soltanto per un chilo. La Golf, è ormai arrivata alla sua sesta edizione, sempre più affidabile e bella che mai, visto che è nata circa 35 anni fa, ed è un punto di riferimento per i giovani. Mentre la Giulietta, ritorna con questo importante nome con successo, dopo essere sparita per un po' di anni dalla scena.

Alcuni risultati della sfida presi sulla pista del Vairanoring (PV).

La Giulietta riesce a fare un tempo sul giro intero di 1'25”419, con un vantaggio di circa 6 decimi sulla “rivale” Golf, che ha fatto registrare il tempo di 1'26”066. la velocità massima fatta registrare nel punto più veloce della pista è di 234,319 per la Giulietta, e di 238, 106 per la Golf. L'accelerazione da 0 a 100 Km, è stata di 7,2 secondi per la Giulietta, e di 6,8 secondi per la Golf.

Alcuni cenni di chi le ha provate.

Alla fine della prova, gli autori affermano che a fare la differenza tra la Quadrifoglio Verde e la GTI non sono i numeri, perché se si guarda quelli, le due sportive sembrano una la fotocopia dell'altra. È il carattere che sembra renderle diverse, specie quando ci si da dentro con la guida. Qui le due rivali, hanno poco in comune. La Giulietta è più passionale e “latina”, mentre la tedesca è più perfettina e “superequilibrata”, ma non meno efficace. La Golf, in più sa essere più “civile” nella vita di tutti i giorni.

I motori sono splendidi entrambi. La Giulietta ha più grinta, ma la GTI è un bel mix tra omogeneità e cattiveria.

Qualche difetto: per la Giulietta, la leva del cambio potrebbe essere migliorata. Spesso la prima e la seconda marcia “impunta”. Per la Golf, invece il display dell'autoradio con illuminazione indaco, rende difficile la consultazione, soprattutto di notte.

In conclusione, per noi appassionati di motori e auto di serie, è una vera chicca vedere in opera e sfidarsi simpaticamente, due tra le più “mitiche” e apprezzate auto degli ultimi trentanni. Due auto che rimangono sempre nel cuore di tutti.

Se vi interessa leggere tutto l'articolo, lo trovate sul Quattroruote di Marzo 2011 o potete andare sul sito Web della rivista cliccando sopra.

sabato 21 maggio 2011

Voi rispettate i limiti di velocità a Stoccolma e allora potete vincere la Lotteria

In Svezia, se rispetti i limiti di velocità sei fortunato due volte perché puoi anche vincere dei premi.

Se vi trovate a viaggiare con l'auto sulle strade della bellissima città svedese di Stoccolma, potrete incappare in un pannello segnaletico molto curioso da vedere. Sicuramente lo prenderete per quei pannelli, come se ne vedono in Italia, che ci informano dei limiti di velocità, e che servono a farci rallentare perché troveremo i “famosi” autovelox, pronti a scattare foto alle nostre targhe.

L'idea è venuta in mente ad un uomo molto geniale e creativo, che si chiama Kevin Richardson, il quale è riuscito anche a vincere il concorso “The fun Theory” con la sua trovata. Si chiama “Speed Camera Lottery”, e si tratta di una sorta di pannello stradale tecnologico (come una specie di autovelox e che vedete nell'immagine sopra), che indica esattamente la velocità del veicolo che transita in quel momento su quella strada, registrando l'esatta velocità tenuta e la data. La grande novità sta nel fatto che, chi non supera il limite di velocità consentito, ha la possibilità di vincere dei premi in denaro. Infatti questi pannelli registrano sia la targa che la velocità di transito dei veicoli, e gli automobilisti, vedranno su un display del pannello, oltre la propria esatta velocità, anche la curiosa scritta “Hastighets lotteriet”, che significa Lotteria della velocità. Dopo in date stabilite, si farà una estrazione dei numeri di targa di chi ha rispettato i limiti e i vincitori sorteggiati, saranno premiati con i soldi presi da una quota di tutte le multe fatte alle targhe di chi invece, ha infranto la legge stradale, superando la velocità consentita in quel tratto.

Tutto ciò principalmente, per cercare di aumentare la sicurezza sulle strade svedesi e far calare anche gli incidenti, cercando però, anche di “premiare” in qualche modo tutti gli automobilisti coscienziosi, che al volante dei loro veicoli rispettano le leggi stradali.

Da quando sono stati istallati questi tipi di pannelli con “lotteria”, in quei tratti di strade di Stoccolma, la velocità media è calata del 22 per cento (la febbre delle lotterie aiuta anche gli automobilisti). Secondo me questa di Stoccolma, è una idea molto utile, capace di garantire sicurezza e magari di sostituire qualche vigile urbano, che può essere usato per altri scopi più utili.

L'unico dubbio che mi può venire in questo momento, è quello sul suo possibile utilizzo in Italia. Non so se funzionerebbe da noi, e magari dopo si scoprirebbe che qualche italiano “furbone”, dopo modifiche opportune, riuscirebbe a speculare e far soldi (di nascosto) anche con questo sistema.

giovedì 5 maggio 2011

Un auto irreale che piacerebbe molto all'artista olandese Escher

Girando in rete alla ricerca di qualche curiosità sul mondo dei motori, sono incappato in questa “particolare” immagine, in cui si può vedere una autovettura difficile da decifrare.




Magari, se potreste darmi una mano a capire da quale lato è il senso di marcia, e come si fa a guidare, ve ne sarei grato. Davvero molto divertente, e pensate gli operai che dovrebbero costruirla, una macchina del genere. Davvero una immagine divertente, Voi non trovate?

Mentre la guardo divertito, mi vengono subito in mente le bellissime opere di un grande artista olandese e le sue prospettive confuse. Sto parlando ovviamente di Maurits Cornelis Escher, che visse sino al 1972, e che divenne famoso per i suoi studi e le sue ricerche sulle “costruzioni impossibili”, aventi prospettive e geometrie, che riuscivano a confondere gli spettatori. Escher fu un grande incisore e grafico, e su dei supporti (tele, fogli, cartoni etc.), fatti soltanto di due dimensioni, riusciva a raffigurare (dandoci l'illusione) delle costruzioni e delle architetture, che nella realtà, non potevano essere realizzate assolutamente. Numerose sono le opere diventate famose di Escher, come per esempio quella che raffigura un mulino ad acqua, che si alimenta in modo infinito, o quella dove si vedono delle scale, che portano ad una costruzione irreale.

Le minicar macchinine tra dolori e gioie

Nei mesi scorsi, abbiamo sentito molto parlare di questi “piccoli” veicoli che rispondono al nome di Minicar. Sono stati messi sotto accusa in Italia, per non essere sicure, ed hanno creato molti incidenti, anche mortali.

Queste piccole “macchine”, sono poco più di un ciclomotore da 50 cc. Con una velocità omologata di circa 45 Km orari. Il punto di forza e la novità, rispetto un ciclomotore è, che hanno quattro ruote e sono chiuse, come delle vere auto. Per i ragazzi minorenni, è il massimo, visto che si ha la stessa sensazione o (quasi), di guidare un auto vera.

Lasciandola come esce dal concessionario, le minicar, hanno una frenata discreta, che non da problemi sui terreni non troppo accidentati. Anche in curva, non presentano troppi problemi. Ma purtroppo, sappiamo che molti ragazzi, con la mania delle alte velocità, corrono subito ad elaborare i motori, aiutati a volte da meccanici compiacenti. Con semplici passaggi, si possono portare le minicar, ad avere una velocità massima, anche di 100 Km orari, facendo nascere grossi problemi di stabilità e frenata, che causano brutti incidenti.

I giovani devono mettersi in testa, che una minicar è, costruita e progettata con materiali che, possono resistere e dare una certa tranquillità, alle velocità dichiarate dalla casa, e decise dalla legge, cioè 45 Km. Gli stessi, diventano invece un grosso punto interrogativo, quando si raggiungono le 100 Km di quelle tutte elaborate al massimo. La sicurezza dei pedoni e degli stessi guidatori delle minicar “elaborate”, diminuisce molto. Le sbandate ed i ribaltamenti aumentano per esempio, su un fondo scivoloso, ed i freni non rispondono più bene alle alte velocità.

Provate a pensare ad un vaso di terracotta, che va a schiantarsi contro un vaso di ferro... proprio così avviene un incidente di una piccola minicar, contro un auto “normale”, con le conseguenze che tutti sappiamo.

Col nuovo codice della strada, si sta cercando delle soluzioni per le minicar. Le fabbriche, stanno cercando di usare dei materiali migliori e sicuri, mentre pene più severe, ormai sono arrivate, per chi cerca di elaborare i motori delle minicar.

Per tutti gli appassionati di minicar, cercate di pensare in positivo, nel senso che rispetto ad un normale “cinquantino” a due ruote, una minicar, ci da molto più comfort, e potete portare la fidanzatina in giro per la città, senza dovervi preoccupare che arrivi il maltempo ad inzupparvi tutti e due, mentre magari ascoltate un bel brano musicale. Anzi per chi è affascinato dai mitici marchi, potrebbe avere una “mini Lamborghini” come questa nell' immagine. Ma che cosa desiderare di più?!


Ciao e... occhio alla strada!

martedì 3 maggio 2011

David Beckham ha messo all' asta la sua bella Porsche 911

Curiosità per tutte le Fans di Beckham – La sua bella Porsche 911 Turbo cabrio è stata venduta in un asta il 14 Febbraio 2011 (giorno di San Valentino).

Girando sulla rete alla ricerca di notizie e curiosità sul mondo dei motori, ho trovato quella dove si parlava di un auto molto “particolare”, soprattutto per i numerosi (ma forse è meglio dire le numerose) Fans del sempre bello e ammirato David Beckham.

La notizia parla di un auto, che era in possesso del bel David, un grande giocatore di calcio, amato da tantissimi tifosi di questo sport, sia per le sue doti di sportivo in campo, ma anche molto “desiderato”, da tante donne e ragazze di tutto il mondo, per il suo fascino ed il suo stile. L'auto, una stupenda e veloce Porsche 911 Turbo cabrio, è stata messa in vendita durante un asta, in data 14 Febbraio 2011. Sicuramente, l'unione tra il fascino di questa Porsche dal mitico marchio, con le alte prestazioni e i componenti, che gli appassionati conoscono bene, ed il nome del suo possessore V.I.P. Beckham appunto, ha fatto schizzare il prezzo alle stelle. Si partiva da una base d'asta di 100.000 dollari, diciamo un prezzo di “sicurezza”, e dopo una breve “battaglia” a colpi di rialzo tra alcuni giovani “ricconi”, accorsi proprio per l'occasione, il battitore, ha chiuso con la cifra di 217,100 dollari, una cifra, molto al di sopra di tutte le più rosee aspettative, (si pensava che si chiudeva la vendita, con una cifra vicinissima a quella del prezzo di base d'asta). Pensiamo per esempio, che un modello simile di Porsche, ma nuovo, viene venduto a circa 165.000 euro in Italia.

Chissà se il nuovo proprietario, ha acquistato l'auto di Beckham, per farne poi un regalo al suo grande amore, visto che era anche il 14 di Febbraio, e quindi giorno degli Innamorati? O magari, era soltanto per la sua passione verso i motori, visto che la Porsche di Beckham, aveva alcune personalizzazioni in più, rispetto agli altri modelli?

Beh, la Porsche in questione, è davvero bella, secondo il mio modesto parere da appasionato (vedi immagini), con questo look Dark, che la fanno sembrare più cattiva, con i fari bruniti, con un assetto da sportiva pura, con quel disegno dei cerchi, e con tante altre piccole personalizzazioni, Voi che ne dite?

Fonte della notizia:

Tanta tecnologia nel volante in Formula uno

Sicuramente tutti gli appassionati di Formula Uno, sanno quanto sia importante il volante per ogni pilota in ogni gara.



Sino agli anni Ottanta, il volante era quasi “normale”, nel senso che serviva “solo” per far sterzare le ruote anteriori dei potenti bolidi. Al massimo, presentava uno o due bottoncini, nelle autovetture più potenti e forti, cioè quelle che dettavano il passo con le nuove tecnologie.

Al giorno d'oggi invece, il pilota di Formula Uno, deve imparare ad usare un vero e proprio “computer” che ha preso il posto del volante. Infatti oltre a fare attenzione alla pista e a sterzare nelle curve, facendo anche dei sorpassi spettacolari, alla bella velocità di circa 300 chilometri all'ora, i piloti devono pensare velocemente ad una serie di controlli e comandi vari, tutti posti sul volante. Alcuni di questi, molto importanti che possono far guadagnare decimi preziosi durante una gara. Si può arrivare ad avere anche più di 20 comandi, tutti inseriti nello spazio “ristretto” del volante, tra levette, bottoncini e interruttori vari.

Curiosità e News dal mondo dei motori

Qui trovate alcune delle notizie un po' particolari, curiose o “strane”, raccolte da me in giro su siti Internet o su qualche Rivista specializzata, dove si parla di auto, moto o sport vari legati a questi temi, che sono la Nostra grande passione.

Moto da Record con 48 cilindri.

Una delle notizie che ha catturato la mia curiosità, per esempio è quella di una moto molto “strana”, è proprio da Record (a lato un immagine). Già solo a vederla, questa motocicletta desta una qualche perplessità, un qualche dubbio, dovuto alla sua forma specie nella zona dove va inserito il motore. Infatti scopriamo dopo, che il suo “curioso e geniale” proprietario, un signore di nome Simon Whitlock, l' ha costruita mettendoci oltre a tanta passione verso i motori e le moto, anche tanti cilindri nel motore, esattamente 48 (si avete capito bene! Una moto con 48 cilindri), che portano la cilindrata a 4200 centimetri cubici!!! Un vero e proprio Record! Il bello è che questa “potente” moto, cammina e funziona veramente. Beh! Cosa possiamo dire di questo? Complimenti al Signor Whitlock e alla sua moto, e chissà dove arriverà in futuro! Magari Simon, inventerà una moto con 4 (quattro) ruote e con motore elettrico! Ah, mi dicono che queste cose già esistono... scusatemi allora!!!

La pista italiana (ad anello) più veloce al mondo.

Ho letto anche, (con un po' di sana soddisfazione e orgoglio italiano), che la pista di Nardò, che si trova nella Nostra splendida Regione della Puglia, è considerata come la pista automobilistica più veloce del mondo. In questo “anello” di asfalto (chiamato così per via della sua forma rotonda), infatti si è potuto raggiungere la meravigliosa ed impressionante velocità di 492 Km all' ora durante delle prove di velocità con delle autovetture.


La macchina più piccola del mondo.

Sapete che esiste una “macchina” lunga appena 99 centimetri e Larga 66 cm? Questa Super-macchinina da Record, chiamata Wind-up, è stata realizzata in Inghilterra dal Signor Perry Watkins, ed è considerata come l' auto più piccola al mondo, e ha tutte le autorizzazioni possibili per circolare regolarmente sulle strade. Si sa anche, che l' unica persona capace di entrare in questa mini-auto è il guidatore, che non deve essere nemmeno tanto grasso, visto l' abitacolo molto “ristretto” della stessa.

Comunque, sembra che riesca a raggiungere una velocità di 65 Km all' ora, ed il micro.motore, fa circa 25 Km con un litro. Posso dire anche che, avendo preso una certa dimestichezza alla guida con questa “auto”, ogni persona (normale o meno) dopo non avrebbe molti problemi nel parcheggiarla, visto che nello stesso spazio di un parcheggio “normale”, possono entrare circa 6/7 automobiline di queste.

Alla prossima

lunedì 2 maggio 2011

Una lista delle auto più brutte della storia tra ricordi e sorrisi

Ho trovato in rete questa lista in cui vi sono elencate più di 50 auto considerate le più brutte mai realizzate degli ultimi tempi, secondo il parere degli Autori dell'articolo, (un parere ovviamente soggettivo, ma molto vicino ai gusti della maggioranza). Si tratta di quasi tutte le migliori marche automobilistiche, che magari una volta nella loro produzione, hanno “toppato”, creando anziché dei gioielli a quattro ruote, alcuni orrori e bruttezze, le quali hanno comunque vissuto una loro storia nel mondo dei motori.

Mi piace partire da quella che io reputo in assoluto una delle più simpatiche ma (bruttissime da vedere) macchine di sempre. Sto parlando della ormai mitica NSU Prinz (la vedete a lato), che per chi ha più di 40 anni, la ricorda sicuramente gironzolare anche per le vie Italiane (ricordo che anche un mio zio, andava in giro con un modello Prinz. Come passa il tempo.

Altra bruttezza che viene da “oltre – cortina” è questa Skoda 105 (sotto). Forte e robusta ma sicuramente non bella agli occhi nostri.


E vediamo in casa italiana cosa possiamo trovare, beh non ci vuole molto per trovare l' Alfa Romeo “ARNA” (a lato). Questa auto, era figlia di un progetto comune con la giapponese Nissan. Certo che ascoltando ai giorni nostri lo Slogan dell' Arna, che faceva “Arna, e sei subito Alfista”! Ci fa sorridere, talmente era brutta e resta una delle auto italiane più brutte di sempre, insieme a quella che segue (a parer mio).

Sempre dall' Italia, abbiamo la “celebre” Fiat Duna (sotto), una vera e propria “scatola di metallo” per alcuni, al punto che nella mia città vi era il detto che l' unico proprietario di una Fiat Duna, era il Concessionario Fiat della zona, che però stava facendo a pugni per levarsela, ma senza trovare nessuno, manco se era Lui a pagare il compratore.


Altra Miss bruttezza, ma stavolta orientale, si può considerare la Mazda 121, con queste sue forme rotonde e originali.

E cosa dire della Simca 1000 (sotto), brutta si ma ebbe un grande successo di vendite e ricordo anche che spesso la vedevo correre in qualche Rally cittadino con le elaborazioni del caso, con minigonne e ruote larghe che la facevano apparire come un'altra.


Devo dire comunque, come ho già detto sopra, che tutto è relativo, anche nei gusti per le auto. E che se andate a dire ai rispettivi e contenti proprietari di queste macchine, che hanno un orrore per auto, magari quelli vi prendono a legnate giustamente.
Articolo tratto su Il positivista roseo